È da anni che parlando di lavoro e Meeting per l’amicizia fra i popoli (Dal 1980 il festival culturale più frequentato al mondo, un incontro tra persone di fede e culture diverse. Si svolge a Rimini l’ultima settimana di agosto. www.meetingrimini.org) ci si è posti il problema di presentare a Rimini esperienze di lavoro reali. Certo abbiamo ascoltato testimoni importanti che ci hanno illustrato modi diversi di intendere e vivere il lavoro. Abbiamo conosciuto modelli di impresa, ma soprattutto imprenditori, capaci di valorizzare la centralità della persona nel lavoro e vivere il profitto come una misura di positività ma che non annulla altri obiettivi. E abbiamo incontrato anche persone che hanno raccontato come il lavoro sia la relazione essenziale con la realtà, e hanno fatto trasparire l’orgoglio di partecipare a progetti grandiosi, attraverso il loro lavoro.
Poche volte si è riusciti però a portare esperienze lavorative dal vivo, tali da essere viste in atto nei padiglioni, a disposizione di tutti. Con questo spirito abbiamo cercato di costruire MeshArea, il salone del lavoro. Un luogo dove sia possibile usufruire direttamente dei servizi al lavoro offerti dai centri per l’impiego dell’Emilia Romagna assieme alle agenzie di altre Regioni. Dove l’agenzia per le politiche attive nazionale viene a mostrare le best practices avviate. I centri di formazione professionale mostreranno i risultati operativi che li hanno portati ad avere l’80% di occupati appena finiti i corsi in aula. E dove alcune grandi imprese, da Nestlè a Coca Cola, faranno percorsi di preselezione per assunzioni.
Alla MeshArea sarà cioè possibile incontrare e fare esperienza di come è possibile affrontare il bisogno di lavoro, capire quali sono le competenze richieste, come adattare le proprie, osservare come cambia la tecnologia e di conseguenza la fabbrica del futuro.
È questa l’idea che ha portato a creare MeshArea, l’area della rete, ma anche del work together mesh, lavorare assieme con armonia. L’area vuole essere certo un luogo dove incontrarsi e affrontare il tema del lavoro, quello che c’è e come sarà nel futuro, quello che si cerca; uno spazio dove scoprire come prepararsi e formarsi al meglio, come fare solidarietà nel lavoro, cosa aspettarsi nella grande e nella piccola impresa.
Nel corso della settimana vi saranno continui dibattiti, soprattutto talk individuali o di due o tre interlocutori, con cui sviscerare temi concreti in un tempo definito. Ci sarà chi viene a illustrare ciò che ritiene essere la propria best practice, il servizio che ritiene essere quello che ha dato i migliori risultati, esperienze di pro attivazione rivolte ai disoccupati per sostenerli nel cercare nuova occupazione, proiezioni sulle opportunità di sistemi pensionistici pubblici e privati, presentazione dei corsi “duali” di formazione e lavoro dal livello base fino agli ITS che consegnano qualifiche di livello terziario.
Ogni giornata sarà centrata su uno dei temi che caratterizzano oggi il mondo del lavoro.
La prima giornata è dedicata ai servizi al lavoro. Le politiche attive del lavoro sono per l’Italia una novità. Ma ancora stentano a dare a tutti quelli che ne hanno bisogno un luogo dove ci sia chi si prende in carico il bisogno e la ricerca di una nuova occupazione. Si possono incontrare i responsabili delle agenzie pubbliche nazionali e locali, le Agenzie per il Lavoro private che spiegano cosa chiedono per poter collaborare meglio nel dare un impiego a chi lo cerca. Si possono vedere in azione centri di formazione che assicurano servizi di accompagnamento al lavoro che rendono evidente come la formazione sia determinante per passare da lavoro a lavoro. Chiediamo a tutti di rispondere non con teorie ma indicandoci esperienze e fatti per poter valutare la realtà.
La seconda giornata è dedicata al cercare lavoro. Non siamo tranquilli se conosciamo qualcuno che non ha lavoro. Talvolta l’aiuto è spiegare che “cercare lavoro è un lavoro”. La ricerca di un impiego va affrontata pianificando le azioni, i contatti. Bisogna essere disponibili a reimparare, a tenere conto che i cambiamenti ci spiazzano, ci spingono a formarci di nuovo, ma non possiamo farci giudicare solo dai nostri limiti ma dobbiamo saper valorizzare tutti i talenti che abbiamo. Esperienze in atto di sostegno a disoccupati, pubbliche e private, e molte realtà non profit, sono protagoniste di incontri con chi vuole capire di più come cercare il lavoro.
Il terzo giorno vede centrale il tema della domanda di lavoro. Grandi e piccole imprese spiegano perché cercano e non trovano le figure professionali richieste. Descrivono cosa è cambiato e cosa prevedono cambierà ancora in futuro. Cerchiamo assieme di capire che, se non c’è più lavoro a vita ma una vita di lavori, non si deve alle leggi ma a trasformazioni economiche che coinvolgono imprese e lavoratori.
La quarta giornata vede protagonista il racconto di nuove esperienze di lavoro già presenti nelle imprese. Non c’è solo Amazon e le app che coordinano il lavoro di logistica (anche consegnare una pizza è una filiera logistica), ma ci sono realtà che sulla partecipazione e la condivisione hanno vinto la sfida della produttività. Contrattazione territoriale e di secondo livello hanno permesso poi di ridisegnare la partecipazione dei lavoratori e di avviare nuove esperienze di organizzazione del lavoro con incrementi occupazionali.
Il quinto giorno vede protagonista il mondo della formazione. Orientarsi nel lavoro che cambia, saper scegliere i percorsi formativi più utili per le proprie capacità e per trovare lavoro, studiare lavorando e arrivare a livelli universitari con il sistema duale. Non è più tempo per centri di formazione come parcheggi scolastici di serie B, ma invece è la nuova frontiera per rafforzare il rapporto fra mondo scolastico e mondo del lavoro. E la formazione non finisce con l’inizio del lavoro, ma sono presenti i principali protagonisti della formazione continua, quella che serve a fare sì che le mie competenze restino sempre aggiornate.
La sesta giornata ha come tema centrale i nuovi lavori, le nuove professioni che nascono dalla rivoluzione tecnologica in corso e dai nuovi bisogni e dalle nuove opportunità. Ascoltiamo chi già lavora nel futuro per capire come è possibile arrivarci e come cambieranno anche le professioni più tradizionali. Il futuro si può subire oppure conoscere per capirne la positività.
Nell’ultima giornata il tema centrale sarà il welfare. Nel nostro sistema le tutele sociali assicurate dal sistema di welfare (dall’assistenza alle pensioni) sono legate strettamente alla continuità lavorativa. Come possiamo assicurarci ancora le stesse tutele con una vita lavorativa spezzettata? Quali sistemi di welfare locale o aziendale, spesso frutto di una iniziativa sindacale, possono diventare esempi generativi di una nuova assistenza sociale? Attori pubblici e privati cercano di rispondere ai dubbi che ognuno di noi ha di fronte a cambiamenti che creano ansia e incertezza.
A chiusura di tutta l’attività è previsto un confronto collettivo fra operatori pubblici e privati per tracciare una valutazione di quanto avvenuto nel corso della settimana. L’abbiamo ricordato all’inizio, MeshArea vuole essere work together mesh, fare un lavoro a rete assieme. Per questo riteniamo importante poter dare un giudizio con tutti coloro che partecipano a realizzare questa prima MeshArea.
Saremo realmente riusciti a creare l’occasione di fare vivere dentro al Meeting di Rimini una esperienza reale di cosa è il mondo del lavoro oggi? Se avremo aiutato un amico a trovare lavoro, uno a ritrovare fiducia nel suo percorso di vita, un giovane a scegliere con consapevolezza come investire le sue capacità, saremo soddisfatti. Ma non saremo ancora tranquilli, perché sappiamo che molto potremo fare ancora per migliorare l’appuntamento con la prossima MeshArea.