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VIDEO | La presentazione della Scuola di formazione politica 2021

Conoscere per decidere.
Pandemia e società

  • 3 DIC 2020
  • Alberto Jannuzzelli
  • Alessandro Pajno
  • Nadia Urbinati
  • Luciano Violante
  • Giorgio Vittadini

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La vita pubblica alla prova del virus: messi in discussione modi di vivere, modelli economici, assetti istituzionali. L’influsso del digitale sulla vita sociale e sulla tessa democrazia. Il rapporto Stato Regioni e le aporie del Titolo V della Costituzione.

Il virus che ha investito il mondo non colpisce solo le persone, ma rimette in discussione modi di vivere, modelli di sviluppo, assetti istituzionali e lo stesso contratto sociale che sta alla base delle democrazie. “Pandemia e società. Che cosa è cambiato? Cosa resterà e cosa passerà?” è il tema del terzo ciclo della Scuola di formazione politica “Conoscere per decidere”, promossa dalla Fondazione per la Sussidiarietà, la Società Umanitaria di Milano e la Fondazione Leonardo Civiltà delle Macchine.

Il via questa edizione è stato dato giovedì sera 3 dicembre 2020: Giorgio Vittadini, Luciano Violante e Alberto Jannuzzelli hanno aperto il dibattito con relazioni brevi e con domande rivolte a Nadia Urbinati, che insegna Teoria politica alla Columbia University, e a un grande giurista come Alessandro Pajno, presidente emerito del Consiglio di Stato. 
Jannuzzelli, come presidente dell’Umanitaria, presenta il dibattito, ribadendo in questo modo il ruolo della grande istituzione milanese. Giorgio Vittadini sottolinea problemi che riguardano le decisioni politiche (emersi per esempio nella dialettica fra lo Stato e le Regioni), problemi riguardanti l’organizzazione del lavoro con lo smart working; problemi connessi all’irruzione della tecnologia digitale non solo nella produzione ma nell’intera vita sociale, l’istruzione, le democrazie, le relazioni internazionali.

TEMPO STRAORDINARIO  - L’ex presidente della Camera, Luciano Violante, giudica la pandemia “l’elemento determinante della nostra epoca” e sottolinea che “Il Covid uccide e quindi le politiche anti-Covid sono politiche per la vita”. Poi focalizza l’attenzione sul fatto che “lo Stato è intervenuto modificando, con le sue misure, alcuni capisaldi del contratto sociale di una democrazia. Di fatto si vive una realtà drammatica, dove ogni aspetto della vita sociale di una democrazia viene sospesa per necessità”. Infine ricorda un pensiero di Pajno che non consente di cedere al pessimismo: “L’emergenza è una stagione nella quale il tempo ordinario viene sospeso e tuttavia è una stagione che si proietta oltre se stessa e porta preoccupazione, ma anche speranza”.

SCIENZA E POLITICA - Nadia Urbinati non nasconde un giudizio molto severo: “L’altro, l’altra persona, diventa, in un caso come questo, una sorta di nemico e si interrompono le relazioni”.  Ma mette sul tavolo fenomeni che promettono bene: il ruolo della scienza anche nelle decisioni politiche, l’accorgersi che il dolore ci fa sentire uniti a tutta l’umanità, e il fatto che prendersi cura degli altri, è utile e conveniente, e non solo nobile

IL RUOLO DEL DIGITALE – Alessandro Pajno torna sul tema dell’emergenza: vero che essa sospende il vivere comune, ma nello stesso tempo ci porta davanti ai problemi che avevamo anche prima e che non avevamo risolto. La pandemia funziona così “quasi da cartina di tornasole del nostro sistema pubblico. Per esempio, per quanto riguarda il rapporto tra il centro e le Regioni, rivela l’incompletezza di riforme come quella del Titolo V della Costituzione”. Più ampiamento ci costringere a comprendere la portata del digitale nella formazione delle opinioni, nella comunicazione, nella stessa democrazia.

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