Ricerche in corso

Il piano delle ricerche di Focus in media nel 2014-15 comprende le seguenti indagini:

 

L’integrazione delle notizie. Come le testate giornalistiche televisive italiane si preparano alla sfida del digitale
A cura di Carlo Sorrentino (Università di Firenze)

 

Il campo giornalistico sta vivendo grandi trasformazioni, sottolineate dalla cosiddetta rivoluzione digitale, che incide profondamente nei processi produttivi e di consumo delle informazioni e rende il perimetro di tale campo inevitabilmente incerto. Tutte le testate giornalistiche si trovano a dover gestire un enorme cambiamento nelle forme di raccolta, trattamento e distribuzione delle notizie, che sempre più devono prevedere oltre ai tradizionali supporti anche quelli digitali.
Ormai da tempo i siti delle testate sono diventati laboratori in cui i redattori cercano di adattare i contenuti tradizionali agli spazi, ai tempi e ai formati del giornalismo digitale, rendendosi conto sempre più delle difficoltà nel seguire politiche di mero adattamento delle vecchie logiche.
La ricerca considererà le redazioni di tre testate giornalistiche televisive che, pur presentando caratteristiche di comparabilità, si differenzino in termini di struttura proprietaria (pubblica/privata), organizzazione (canale all news/canale generalista), modalità di distribuzione (pay-satellite/free-digitale terrestre). A partire da queste considerazioni le testate considerate saranno: Tg1, TgCom24, SkyTg24. Lo studio si concentrerà soprattutto sulla ridefinizione dei processi organizzativi interni alle redazioni conseguenti alla necessità/possibilità di riarticolare i percorsi di newsmaking su tre differenti ambienti mediali – quello televisivo (legacy), quello del sito internet (web) e quello dei social media (SNS) – al fine di considerare quali effetti tali dinamiche abbiano sui processi di raccolta, selezione e trasformazione delle informazioni.
L’analisi si propone di rispondere alle seguenti domande di ricerca:
1. Che tipo di struttura assume la “redazione televisiva integrata” in Italia?
2. Esistono differenti comparti redazionali responsabili dei differenti ambienti mediali?
3. Quali sono le modalità operative e le modalità relazionali tra i differenti comparti per quanto riguarda l’intero processo di newsmaking (selezione, produzione e distribuzione)?
4. In chiave comparata, esiste nel giornalismo televisivo italiano un solo modello organizzativo o diversi modelli di organizzazione della testata televisiva-integrata?
5. Esistono all’interno delle stesse redazioni differenti “culture di newsmaking” facenti capo ai differenti comparti produttivi (legacy, web, SNS)?
6. Come variano nello specifico le valutazioni rispetto ai valori notizia all’interno dei differenti comparti?

 

Creatività e giovani talenti nell’industria audiovisiva italiana
A cura di Giuseppe Richeri e dell’Istituto Media e Giornalismo, Università della Svizzera Italiana, Lugano (CH).

 

La crisi dell’industria audiovisiva italiana si protrae ormai da molti anni. Le sue cause sono abbastanza note. Tra queste le più evidenti riguardano il basso livello dei finanziamenti medi per prodotto, la competitività dei prodotti stranieri (soprattutto USA) e altro ancora. Tra le cause spesso si indica anche la mancanza di creatività/innovazione, ma su questo fronte non si è mai andati oltre la constatazione dei fatti e qualche analisi generica. Questa componente dell’industria audiovisiva, che spesso è una delle principali determinanti del successo (box-office, audience, critica) di un prodotto, non è ancora diventata oggetto di una sufficiente attenzione. Non sono ancora a disposizione le conoscenze necessarie a capire quali sono le piste da seguire per favorire e promuovere la creatività e lo sviluppo in questo campo. Forse non sono mancati i tentativi di esperti e addetti ai lavori per mettere a fuoco cosa si potrebbe fare, ma è mancata un’analisi approfondita di casi concreti, di prodotti già sperimentati, di autori, sceneggiatori, registi che già hanno manifestato le loro capacità “creative”.
La ricerca intende individuare e analizzare le principali componenti che caratterizzano l’attività creativa nella produzione audiovisiva italiana attuale. L’ambito di riferimento comprende film, documentari e vari prodotti di fiction televisiva che nel corso degli ultimi tempi si sono segnalati per il loro successo (box office, audience, critica). Per questi prodotti s’intende individuare i fattori che contribuiscono a determinarne il successo, il loro contenuto creativo e le componenti professionali coinvolte prendendo come riferimento non la percezione del pubblico, ma l’analisi del processo produttivo e lo skill delle principali professioni coinvolte.
La ricerca si svolge in quattro fasi successive e interconnesse.
La prima fase riguarda una desk research sulla letteratura scientifica internazionale che ha affrontato il tema della creatività nell’industria culturale e, più direttamente, nel campo dell’industria audiovisiva ed è destinata ad offrire elementi e termini di confronto da utilizzare nelle fasi successive della ricerca.
La seconda fase si basa su una metodologia qualitativa e comporta interviste motivazionali a testimoni significativi dell’industria cinematografica (produttori, distributori, critici, studiosi). Ha lo scopo di rilevare: a) le principali componenti creative e innovative nei prodotti audiovisivi e le professionalità di riferimento (dal soggetto alla sceneggiatura, dalla regia al montaggio agli effetti speciali) b) una lista di opere recenti (film, documentari, fiction tv) realizzati da giovani professionisti che presentano componenti rilevanti di creatività e innovazione.
La terza fase si basa anch’essa su una metodologia qualitativa e comporta interviste motivazionali a professionisti che hanno contribuito all’elevato grado di creatività e innovazione nelle opere selezionate sulla base delle indicazioni emerse nella seconda fase.
La quarta fase comprende la presentazione dei risultati della seconda e terza fase della ricerca ai sei principali centri di formazione alle professioni “creative” dell’industria audiovisiva in Italia e la verifica delle convergenze e delle divergenze tra la loro visione e la loro prassi formativa e i risultati della ricerca. Il risultato di quest’ultima fase sarà un rapporto su “Creatività e innovazione nell’industria audiovisiva italiana e formazione di giovani talenti”.
La durata complessiva della ricerca è di tre anni. Il primo anno, attualmente in corso, comprende la prima e la seconda fase della ricerca.