Mostra del Meeting 2012

L'imprevedibile istante. Giovani per la crescita

 

 

A cura della Fondazione per la Sussidiarietà
Con la collaborazione di un gruppo di studenti e docenti universitari e del Tg1
Media partner Avvenire

 

La presentazione della mostra ha costituito il momento inaugurale della XXXIII edizione del Meeting alla presenza del Presidente del Consiglio Mario Monti, di Emilia Guarnieri, Presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli e Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà (domenica 19 Agosto, ore 17 Auditorium B7).

 

La mostra descrive un momento cruciale della vita personale e sociale, quella in cui un popolo progetta il suo futuro: la fase in cui i giovani sono impegnati nello studio e poi nell’avviamento dell’attività professionale, dimensione della vita che, in realtà – a differenza che nel passato – si ripropone durante tutto il periodo della vita attiva.
L’iter viene descritto attraverso la documentazione di esempi virtuosi, esperienze che meglio sembrano affrontare i bisogni e le difficoltà, soggettive e riconducibili a “difetti” del sistema, incontrate nelle varie fasi e riguarda sia il percorso dei giovani che dopo la scuola superiore accedono all’università e poi al mondo del lavoro, sia il percorso di coloro che frequentano una scuola professionale e da qui si avviano al lavoro.
Il visitatore potrà accostarsi a un modo nuovo di vivere e affrontare i problemi che si affrontano in questa fase della vita, sarà aiutato a scoprire le opportunità che si celano anche dietro a grandi problemi e soprattutto potrà veder documentata una modalità nuova di affrontarli.

La crisi economica globale sta provocando una pesante recessione, frutto del rallentamento del sistema produttivo italiano iniziato ormai da tempo, con conseguenze pesantissime sull’occupazione soprattutto giovanile.
L’appello a riforme condivise però non basta, e non basta nemmeno imparare a gestire meglio l’esistente. Occorre liberare creatività, desideri, spirito di iniziativa, per fare di queste energie diffuse il motore di un nuovo sviluppo e di un equilibrio sociale più giusto.
A questo scopo è necessario innanzitutto andare alla ricerca di quanto di positivo, capace di generare bene comune è già in atto, in modo che le riforme possano fungere da moltiplicatore di questi esempi.
Per questo la mostra è innanzitutto la documentazione di tanti “imprevedibili istanti” di persone che non si lasciano trascinare dal flusso delle cose e con grandi sacrifici reagiscono alla crisi: insegnanti spinti dalla passione per la conoscenza e per l’insegnamento che condividono un lavoro di aggiornamento continuo; doposcuola liberi che sostengono i ragazzi nell’impegno dello studio e svolgono un’importante funzione di integrazione sociale; sperimentazioni di nuovi processi didattici e educativi; la collaborazione tra imprese e realtà sociali che riqualifica la formazione professionale combattendo l’abbandono scolastico; giovani che accettano di recarsi all’estero e di collaborare con prestigiose università mondiali; progetti di orientamento gestite da associazioni studentesche che aiutano l’ingresso in università di studenti spesso isolati e disorientati; iniziative culturali di diverso genere che permettono l’incontro con personalità di fama; iniziative di housing e cooperazione sociale che permettono di sopperire alle carenze dell’organizzazione universitaria. E ancora, nel campo del lavoro, iniziative di outplacement di università o loro consorzi o realtà sociali; interventi solidali per orientare al primo lavoro diplomati o laureati; realtà formative che aiutano i giovani ad avviare nuove imprese; esperienze di chi decide di continuare a formarsi on the job, di riciclarsi o addirittura di cercare soluzioni lavorative in altri Paese; iniziative imprenditoriali di successo, nate con pochi soldi ma tante idee, tanto coraggio ed entusiasmo, capaci di esportare e operare sui mercati mondiali, investire, occupare.

La storia del nostro Paese ha dimostrato che ogni crisi può essere l’opportunità di una nuova costruzione e conoscenza. In tale contesto, il problema educativo è più che mai attuale: non è possibile alcuna svolta senza un popolo che prenda coscienza di sé, del suo valore e delle opportunità che gli sono date dal corso della storia.