Rapporto sulla Sussidiarietà 2010

La Fondazione per la Sussidiarietà, in collaborazione con il CERIS-CNR (Istituto di ricerca sull'impresa e lo sviluppo del Centro Nazionale Ricerche), sta lavorando al quinto Rapporto sulla Sussidiarietà, dedicato quest'anno al tema "Sussidiarietà e...Istruzione e Formazione Professionale".
La pubblicazione è prevista nella primavera del 2011.

 

Oggi l’istruzione professionale viene affidata a due modelli diversi: l’istruzione professionale scolastica (erogata dagli istituti professionali di stato – IPS) e la formazione professionale (erogata dal centri di formazione professionale - CFP) . L’output formale del percorso formativo è comune - il diploma o la qualifica – ma alquanto diversi sono gli strumenti con cui lo studente vi viene condotto. Nel primo caso il percorso di insegnamento si basa sulle “discipline”, ovvero su una ripartizione del bagaglio trasmesso al giovane in categorie di conoscenze. A questa impostazione per discipline è connessa, un metodo di apprendimento deduttivo, ovvero che trasmette delle verità generali che poi lo studente dovrà imparare ad applicare attraverso l’esercizio. Nella formazione professionale il percorso si basa piuttosto sulle competenze, ovvero sul “saper fare”, è questo è connesso, almeno prevalentemente, a un metodo di apprendimento induttivo.
In realtà, seppure il metodo deduttivo piuttosto che induttivo sia una delle caratteristiche che maggiormente distinguono i due sistemi, non sarà possibile né immaginare l’adozione di un metodo in esclusiva (ma solo una diversa misura nell’applicazione di un metodo piuttosto che dell’altro), né soprattutto dire a priori quale sia il percorso qualitativamente migliore. In effetti si può giungere alla conoscenza con entrambi i metodi, se correttamente applicati, l’efficacia dipende dall’adeguatezza rispetto alle caratteristiche cognitive del ragazzo.
 

L'indagine della Fondazione, condotta annualmente su un aspetto della vita sociale, economica, o istituzionale del Paese, non mira soltanto a realizzare un confronto fra il modello statale e quello privato, ossia fra IPS e CFP, quanto piuttosto a verificare verificare l’effetto sulla soddisfazione degli allievi, sui loro esiti lavorativi e sull’inserimento nella società, di alcuni variabili, espressioni di un approccio basato sulla sussidiarietà, presenti in diversa misura nelle due realtà oggetto di indagine.
Alcuni esempi di queste variabili sono:
- la centralità della persona, vista come soggetto passivo e attivo nel processo formativo,
- il ruolo responsabile del formatore
- un metodo di intervento che valorizzi l’esperienza,
- il valore della bellezza nell’educazione,
- la relazione con il sistema imprenditoriale locale.

 

La ricerca si basa su tre indagini:
- A Indagine quali-quantitativa sui presidi/ direttori di IPS e CFP da cui provengono gli allievi della seconda indagine. Ha lo scopo di rilevare le condizioni in cui vengono formati gli allievi intervistati e identificare eventuali best practices
- B Indagine quantitativa su un campione di allievi che hanno conseguito il titolo di studi nelle due tipologie di scuole nell’anno 2008. Scopo di questa rilevazione statistica è quello di valutare l’impatto della tipologia di scuola, del metodo di insegnamento, del grado di sussidiarietà, ma anche dell’ambiente sociale ed economico e del settore di specializzazione su soddisfazione, esiti lavorativi e sull’inserimento nella società degli allievi intervistate. Questa indagine sarà completata da alcune storie di vita emblematiche.
- C Indagine qualitativa mediante interviste a testimoni privilegiati (o focus group) come provveditori e dirigenti del settore scuola, docenti, responsabili dell’orientamento /dispersione, responsabili dell’inserimento lavorativo, imprenditori, amministratori, famiglie, etc. Ha lo scopo discutere i risultati delle precedenti indagini e formulare proposte operative.

 

Per realizzare un’ampia copertura territoriale delle esperienze di formazione professionale di competenza regionale sono state selezionate cinque regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia, Lazio e Sicilia. In questo modo si ottiene una estensione soddisfacente sia sul piano quantitativo (60% circa delle esperienze) sia qualitativo in relazione alle tipologie di qualifiche richieste sul mercato e per condizioni sociali ed economiche delle cinque regioni su cui verterà la rilevazione.
 

Per approfondimenti leggi il working paper sugli aspetti metodologici della ricerca.